Donazioni anteriori al 2026: il tempo ora conta davvero
Immobiliare

Nel diritto delle successioni non contano solo le regole, ma anche quando si agisce.
E oggi il fattore tempo può fare la differenza tra la tutela di un diritto e la sua perdita definitiva.

Con la Legge n. 182/2025 è cambiato qualcosa di molto rilevante per chi ritiene di essere stato leso da una donazione fatta in vita dal defunto.

Per le successioni aperte prima del 18 dicembre 2025, gli eredi legittimari hanno infatti una finestra temporale limitata:
sei mesi, fino al 18 giugno 2026, per agire.

Entro quel termine è necessario:

  • avviare un'azione di riduzione, oppure

  • notificare e trascrivere un atto di opposizione alla donazione.

Se non si interviene in tempo, il diritto alla restituzione del bene può andare perso, soprattutto nel caso in cui l'immobile sia stato nel frattempo trasferito a terzi.
La riforma, infatti, rafforza la stabilità dei traffici immobiliari, anche a costo di comprimere la tutela della legittima.

Il problema è concreto: molti eredi scoprono l'esistenza di donazioni solo dopo l'apertura della successione.
Oggi, però, attendere o rimandare può avere conseguenze irreversibili.

In presenza di donazioni anteriori, è quindi fondamentale verificare subito la situazione patrimoniale e valutare con attenzione quali azioni intraprendere, prima che il tempo giochi contro.